giovedì 1 maggio 2014

Gli asparagi

Eccoli: belli, splendenti, ordinati...nei loro mazzettini sanno di primavera, di nuovo e di gusto. Il loro verde brillante porta alla mente la preparazioni di piatti gustosi, ricercati e saporiti. Certo sono lussuosi...grazie al loro costo non certamente tra i più economici. So che persone di buona volontà e di grandi spazi le coltivano...come la gallinella Miriam e certo lei se li sbaffa con grande soddisfazione. Fanno parte di una famiglia nobile, quella delle gigliacee, ma sicuramente a livello nutritivo rappresetnano il fratello sfortunato di un gruppo di potenti cibi salvavita come le cipolle, l'aglio, i porri..
Io sono ispirata dal fatto che sono germogli, che portano in sé proprio l'energia della terra e spuntano solitari e forti...sono una promessa, quella che aspetto dopo i mesi freddi e bui...anche l'eleganza della loro forma mi attrae...e come qualcosa di unico e particolare li uso con parsimonia, quando voglio un regalo speciale in tavola.

Gli asparagi sono un gustoso e nutriente ortaggio, sono ricchi di fibra, vitamine A, B1, B6, C, acido folico, amminoacidi, carotenoidi, potassio e fosforo, ma nel contempo sono poveri di calorie.
Gli asparagi riducono il ristagno dei liquidi grazie alla presenza di purine (che in seguito alla loro scissione originano acido urico), quindi sono diuretici e depurativi, inoltre sembra che favoriscano la stimolazione dell'appetito. Bisogna tuttavia ricordare che lo stimolo diuretico esercitato dagli asparagi può risultare irritante per i reni, tanto che questo ortaggio è in genere sconsigliato a chi soffre di insufficienza renale e di nefrite.
Le purine manifestano inoltre un moderato effetto tossico e nell’asparago sono presenti insieme all’acido ossalico: entrambe queste coincidenze sconsigliano il consumo di asparagi per chi è affetto da problemi ai reni e alle vie urinarie, oltre che non indicato per chi soffre di gotta.
Gli asparagi contengono l’aminoacido asparagina - o acido aspartico: è questo a conferire all'urina il tipico odore, attraverso un rapido metabolismo che lo trasforma in prodotti di degradazione solforati, quali i tioli e i tioesteri. Questo odore dell'urina è strettamente legato all'efficienza renale: se il sistema renale è efficiente, l'odore si sente nell'orinazione immediatamente successiva (dopo 10-15 minuti) all'ingestione degli asparagi. L’odore caratteristico dell’urina dopo l’ingestione di asparagi non si avverte in tutti i consumatori e non ha alcuna relazione con problemi di salute o di tossicità!
Sia le purine, che in parte l’acido aspartico, vengono in larga parte dispersi con una bollitura prolungata in piena acqua: gli effetti sono dunque più pronunciati consumando gli asparagi sotto forma di decotto, oppure saltati in olio o burro.
Ricordiamo ancora che nei casi di obesità, una diuresi abbondante giova a eliminare l’acido urico e tutti i residui del ricambio organico che si potrebbero trasformare in grassi, anche perché l’acido aspartico aumenta il ricambio basale in modo notevole, con relativa asportazione di tossine e altri prodotti nocivi all’organismo.


di Marco Riva
Università di Scienze Gastronomiche di Bra, Pollenzo (CN)
tratto da Chiedi ad Ulisse

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